Ariola, Mori, Targa (PdL): “Va condivisa la scelta del candidato alla presidenza del XX”

imageChi lo dice che Gianni Giacomini debba essere il candidato ufficiale del PdL nella corsa alla presidenza del XX Municipio? Fu Gianni Sammarco, coordinatore del PdL romano, a designarlo tale il giorno stesso in cui Giacomini veniva clamorosamente sfiduciato da tredici consiglieri fra i quali Simone Ariola, Giorgio Mori e Federico Targa, tutti e tre del PdL.  Un’investitura piovuta dall’alto, forse a lenire la debacle di Giacomini. Un’investitura che viene ora messa in  discussione dagli stessi tre ex consiglieri “ribelli” che al partito hanno chiesto l’istituzione di un tavolo condiviso per scegliere chi debba essere il vero candidato.

“A quasi un mese dalla votazione della sfiducia al Presidente Giacomini, avvenuta al culmine di una situazione politica del centro-destra del XX Municipio ormai compromessa da anni, nella giornata di oggi – fanno sapere Simone Ariola, Giorgio Mori e Federico Targa – abbiamo espresso ai vertici del PdL romano la nostra posizione volta ad un aperto confronto sulla scelta del candidato alla Presidenza del XX Municipio. Non si è trattato, infatti, come strumentalmente e semplicisticamente si è voluto far credere, di un gesto “irresponsabile” né, tantomeno, di una “faida interna” o di un “regolamento di conti”, ma semplicemente di un grido d’allarme, un segnale politico più volte, purtroppo, rimasto inascoltato o sottovalutato, che fonda le proprie radici su di un’annosa e profonda incapacità di governo, sull’interesse esclusivamente clientelare verso la politica e su una personalistica quanto autoreferenziale gestione dei rapporti interni che ha logorato il gruppo negli anni”.

“La sfiducia – sostengono i tre – è stato solo il momento conclusivo di un percorso di rottura che però non è un fulmine a ciel sereno, perché si fonda sul reiterato tentativo di sfiducia al Presidente del Consiglio, del PdL, sottoscritta dallo stesso Giacomini, alla sfiducia dell’Assessore Giuseppe Molinari, sempre del PdL, all’ostracismo verso colleghi di partito “non allineati”, alla sistematica delegittimazione e screditamento dei consiglieri afferenti ad altre componenti nell’ambito PdL che ha provocato anche l’uscita dal partito di 2 consiglieri peraltro inizialmente fedelissimi al Presidente, poi passati ad altri gruppi”.

“Non è credibile dunque attribuire ai sottoscritti responsabilità politiche, laddove semmai incombe su altri la responsabilità del mancato controllo della stabilità interna, che ha provocato, da un lato l’accrescimento del consenso personale di alcuni, ma dall’altro il contestuale indebolimento del gruppo e chi ha incarichi di partito non può, con senso di responsabilità, sottovalutare questi aspetti.”

“Per tutte queste ragioni – concludono all’unisono Ariola, Mori e Targa – abbiamo chiesto di aprire un tavolo condiviso per confrontarsi, senza pregiudizio, sulla scelta del prossimo candidato alla Presidenza del XX Municipio, una scelta che possa unire anziché dividere.”

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