Butcher’s Crossing di John Williams

image“Stoner” è considerato il miglior romanzo di John Williams, uno scrittore nato in Texas nel 1922 e morto nel 1994 dopo aver trascorso a Denver (dove insegnava letteratura inglese presso l’Università del Missouri) tutta la sua esistenza. Un giudizio che qualche lettore potrebbe non condividere ora che, uscito da un oblio durato 48 anni, arriva al pubblico italiano “Butcher’s Crossing” (Fazi Editore, 17,50 Euro).

Se Stoner è la descrizione minuziosa, lucida e densa di significati della piatta e desolata esistenza di un professore universitario, Butcher Crossing è invece la narrazione di un rito iniziatico che si consuma tra le praterie dell’Ovest dove è in corso il più grande massacro di animali nella storia dell’umanità.

Will Andrews, il giovane protagonista, lascia Boston e l’università e si trasferisce in uno sperduto villaggio del Kansas inseguendo il mito della frontiera; a Butcher’s Crossing incontrerà Miller, un cinico e spietato cacciatore di bisonti, con il quale partirà per una lunga spedizione di caccia. Ad accompagnarli Schneider, uno scuoiatore di pochi scrupoli e Charley Hoge, un vecchio monco che affoga le sue ossessioni nel whisky.

butcherscrossing.jpgIn una vasta pianura racchiusa tra montagne invalicabili per mesi si consumerà il massacro dei bisonti che, uno dopo l’altro, a centinaia, cadranno sotto i colpi di Miller.
Giorno dopo giorno il giovane Williams smarrirà la sua innocenza e lentamente ma inesorabilmente comincerà ad assomigliare sempre più ai suoi compagni. Una trasformazione lenta e dolorosa che avviene tra il sangue e l’odore nauseabondo delle carcasse di bisonte lasciate ad imputridire. Neppure l’arrivo di un inverno duro e precoce che immobilizza la spedizione tra le montagne impedirà a Miller di terminare la sua strage.
Ma quando con l’arrivo della primavera e la riapertura dei passi il gruppo cercherà di fare ritorno alla pianura sarà la natura selvaggia ad esigere il conto; Schneider morirà affogato nel tentativo di attraversare un fiume in piena dopo il disgelo mentre tutte le pelli andranno perdute.
A riportare alla realtà Will Andrews sarà il breve amore con Francine, una prostituta affascinata dai modi gentili del giovane.

Chi ama i romanzi di Cormac McCarthy (Cavalli selvaggi, Città della pianura, Meridiano di sangue, Non è un paese per vecchi) non potrà non apprezzare Butcher’s Crossing anche se troverà la sua scrittura meno dura e feroce di quella dell’autore de “La strada”.

Gian Paolo Serino (Il Giornale) di Stoner ha scritto che “capita una volta ogni dieci anni di imbattersi in un libro come questo”; in un panorama letterario sempre meno appassionante di Butcher’s Crossing possiamo dire che capita ancor più raramente di scoprire un romanzo come questo.

Francesco Gargaglia

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