Controllo caldaie: ’stare Con.Te’ quanto mi costa…

controllo-caldaia.jpgVerifiche discutibili quelle dell’Ati Con.Te, la società incaricata dal Comune di Roma di accertare l’efficienza energetica delle caldaie domestiche. Sono mesi che agli URP di Roma Capitale e alle associazioni dei consumatori fioccano le segnalazioni di cittadini insospettiti e ansiosi di sapere perché:perché si sono ritrovati e tuttora si ritrovano a pagare decine di euro per delle irregolarità tutte da dimostrare. E i lettori di VignaClaraBlog.it ne sanno qualcosa.

E’ sufficiente infatti leggere le decine di commenti ad un articolo pubblicato il 27 giugno scorso per comprendere quanto il tema dei controlli sulle caldaie sia di stringente attualità (leggi qui).

La truffa ai danni di più o meno ingenui malcapitati è sempre dietro l’angolo. Il fenomeno dei finti verificatori di impianti che rifiutano di esibire il tesserino di riconoscimento e pretendono di essere remunerati per una prestazione del tutto inesistente, è all’ordine del giorno.

Ciò che mette in allarme e indigna il cittadino medio è constatare però come sia proprio l’Ati Con.Te, concessionaria del servizio di controllo e perciò legittimata dall’amministrazione comunale, a dimostrare scarsa trasparenza.

Chi è l’Ati Con.Te

La Con.Te è un’associazione temporanea di tre imprese:Promoeco SME,Servizi Energia Ambiente e Itagas Ambiente.
Nel 2011 si aggiudica la gara d’appalto indetta dal Comune. Il 13 dicembre dello stesso anno il TAR del Lazio fa cadere le accuse mosse alla Con.Te da Bureau Veritas Italia Spa,seconda arrivata nella gara,che aveva fatto ricorso rilevando eccesso di potere e violazione degli artt.III.2.2. e III.3.3. del bando di gara.

Dall’inizio del 2012 Ati Con.Te inizia ad operare il controllo degli impianti,subentrando ad Acea Reti e Servizi Energetici Spa, prima in concessione provvisoria, poi definitiva d’urgenza, stando a quanto afferma il Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana.

I fatti

In applicazione del decreto legislativo 192 del 2005, attuativo della direttiva europea del 2002, ogni cittadino ha l’obbligo di trasmettere all’ente competente, per Roma il Campidoglio, l’autodichiarazione di avvenuta manutenzione della caldaia. Nel caso di impianto autonomo il controllo deve essere effettuato ogni 4 anni. Sta poi al manutentore rilasciare al cliente il bollino energetico.

Ma il cambio di gestione,da Acea a Con.Te, ha comportato una decisa virata nelle procedure: un aumento del prezzo del bollino: da 5 a 5,54 euro da sommare a 90 euro di spesa per accertare tramite sopralluogo l’assenza dei bollini precedenti.

Senza dimenticare che come denunciato dalla Cna di Roma, Con.Te non tiene in alcuna considerazione le trascorse disposizioni fornite da Acea, finendo quindi col ritenere non conformi impianti che ad una verifica Acea non avrebbero avuto contestazioni.
Ciò ha comportato una pioggia di reazioni per nulla positive da parte della cittadinanza per non parlare dei disagi.

Aziende

ACEA infatti, ha avuto disposizione di cessare il servizio soltanto alla fine di dicembre 2011. Pertanto i bollini ACEA, dal 1° gennaio 2012, non erano più validi in quanto non accettati da Con.Te. Non essendo adeguatamente informate molte aziende hanno continuato ad applicare i bollini acquistati (e pagati) presso ACEA.

Nonostante il caso sia stato più volte segnalato CON.TE. ha continuato a sostenere per mesi che le autodichiarazioni con tali bollini sarebbero state considerate non conformi, con conseguente pagamento di 90 euro per la verifica.

E nessun rimborso per i vecchi bollini: le imprese che hanno ricevuto la comunicazione non hanno applicato i vecchi bollini ormai non validi. I bollini tuttavia, sono stati pagati dalle imprese e nessuno ne ha rimborsato il corrispettivo ai manutentori.

Cittadini

Nella lettera che la Con.Te invia a domicilio per preavvisare l’utente del controllo che sarà effettuato il tale giorno alla tale ora si può leggere che: “nel caso in cui l’impianto, alla data del presente avviso, non risulti regolarmente autodichiarato il costo del controllo è pari a 89.78E, e solo per caldaie con anzianità di installazione superiore a 15 anni,sarà pari a 104.65E”.
A questo si aggiungono i 24.78E di addebito imputabile all’utente per mancato appuntamento.

Quanto scritto si scontra con le parole e i fatti narrati da chi si è trovato a pagare.

Si va da appuntamenti fissati e mancati dagli stessi dipendenti della Con.Te, passando per appuntamenti stabiliti tramite citofono, a multe slittate da 89.78E a 84,24 perché nel 2013 l’utente aveva ottenuto il bollino blu (costo Euro 5,54) ed il controllo della caldaia, senza che fosse scritta nella lettera ricevuta l’applicazione di questo “sconto” e senza che ci fosse una data di scadenza del bollettino postale. Verbalmente ci è stato detto “entro dieci giorni”, ma verba volant.

Incontro Cna, Assessorato Lavori Pubblici, Ati Con.Te

Il 12 dicembre 2012,rappresentanti della Cna di Roma, dell’assessorato ai Lavori Pubblici del Comune e dell’Ati Con.Te si sono incontrati per affrontare le problematiche emerse nel corso delle ispezioni eseguite fino a quel giorno dalla Con.Te.

“Per gli impianti che rientrano nella casistica delle nuove accensioni, la Con.Te dovrà inviare copia della dichiarazione di conformità in modo da mettersi in regola entro maggio 2013,evitando il pagamento di 90 euro per mancato controllo.
Nel caso in cui il cittadino subentri ad un precedente utente senza che questi gli abbia fornito la documentazione adeguata, potrà esibire il contratto di affitto o di acquisto. Dal 1 gennaio 2013 sono ritenuti regolari gli impianti in possesso dei bollini relativi agli anni 2009 o 2010 o 2011 o 2012.”

Il verbale prosegue affermando che “Il Comune si attiverà per sollecitare Acea al rimborso del corrispettivo ai manutentori che ne hanno diritto”.

Sono passati più 3 mesi eppure il malcontento dell’utenza non accenna a diminuire.

Simonetta Cervellini, Presidente di Federconsumatori Lazio fa sapere: “Abbiamo ricevuto e riceviamo moltissimi reclami, specialmente per quel che riguarda la normativa che si richiede di osservare. Avevamo chiesto ai cittadini di non pagare le sanzioni, ma ora l’atteggiamento della Con.Te pare modificato”.
Che lo stesso Comune abbia deciso di correre ai ripari visto che “con la precedente gestione le proteste erano inferiori” appare dunque evidente.

La lettera di Con.Te agli utenti

Non pochi problemi ha creato l’incipit della lettera che la Con.Te abitualmente invia per “fissare l’appuntamento”. Nelle prime righe si fa infatti riferimento al comma 16 dell’allegato L del DLgs 192/05. Un occhio attento e allenato in materia, controllando noterebbe che il comma 16 dell’allegato L di fatto non esiste, se non nelle disposizioni correttive e integrative presenti nel DLgs 311/06, nominato qualche riga più in basso.
Inezie, che però non facilitano la comunicazione.

A questa si aggiunge la data di concessione che compare in alto a sinistra:5 luglio 2012. Ci si può domandare dunque come mai la Con.Te risulti a tutti gli effetti operativa sin da gennaio 2012.
La Con.Te è passata il 5 luglio dall’essere concessionaria provvisoria a definitiva, o meglio,come precisato dall’Assessorato ai Lavori Pubblici gli è stata assegnata una concessione d’urgenza autorizzata.

Inezie se paragonate al fatto che alcune di queste lettere vengono inviate, se tutto va bene, per posta ordinaria.
Come si può essere certi che l’utente abbia effettivamente ricevuto la lettera?

Stefano Conti,Vicepresidente di Federconsumatori Roma, invita l’utenza a fare attenzione.
“Molti cittadini si sono rivolti a noi affermando di non aver ricevuto alcun preavviso. E’ necessario in questi casi analizzare ogni possibile aspetto. Va sottolineato come spesso i dipendenti della Con.Te non trovando il destinatario della lettera in casa, lascino la notifica nella cassetta della posta, che trascorsi 10 giorni, torna indietro per compiuta giacenza. Ma se così non è, se nulla è imputabile alla disattenzione del cittadino, occorre evidenziare il caso. La Federconsumatori si è già mossa in tal senso, allertando la Provincia”.

Inoltre, se si è impossibilitati, per evitare di pagare i 24.78 euro di mancato appuntamento occorre chiamare il numero verde o inviare un fax 7 giorni prima del previsto controllo, precisando la motivazione per cui quel giorno non si può essere reperibili in casa.

La motivazione deve essere “approvata”, dice la lettera. Ma da chi? Con quale criterio e discrezionalità? E se in quel momento l’utente fosse stato ricoverato? La vita reale fornisce un ampio margine di imprevedibilità.

Ma non solo. La lettera dice ancora che “il rifiuto, circostanziato e opportunamente comprovato, espresso ai verificatori a consentire al controllo dell’impianto …darà luogo a provvedimenti sanzionatori”. Si badi bene, “circostanziato e opportunamente comprovato”. E chi giudica se lo è veramente, il verificatore? Insomma, il cittadino deve sottostare al giudizio di un altro cittadino. Una procedura alquanto bizzarra.

Il tutto lo si evince da una delle tante lettere arrivate in questi giorni. Eccone un esempio, clicca qui.

Il numero verde

Avere informazioni di carattere tecnico chiamando il numero verde 800 960 257 è impossibile. La sede romana peraltro è sprovvista di recapito telefonico. Si può contattarli per e-mail o via fax, ma almeno nel nostro caso, non si ottiene risposta.
L’alternativa è recarsi alla sede del Municipio II, in via Dire Daua,dove una volta a settimana e solo di mattina un dipendente della Con.Te sarà disponibile a incontrare il pubblico.

E proprio in questa circostanza, il dipendente oltre ad averci fornito due indirizzi email (non validi), ha precisato che tutta la posta della Con.Te viene inviata esclusivamente attraverso raccomandata e che per l’appuntamento, qualora lo si voglia spostare, è sufficiente specificare di non potere per motivi personali: ‘Noi lo accettiamo’. Ma questo ci è stato detto a voce, la lettera dice invece “che occorre precisare le motivazioni”.

La Cna dichiara: “Dall’aumento del bollino..al denaro per le verifiche,si tratta di appigli per far pagare comunque”.

Chiara Maria Sole Bravi

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