Corso Francia, rispolverando vecchi progetti

legambiente.jpgCi siamo occupati non molto tempo fa del dossier Legambiente sull’allarme polveri sottili nel Lazio nel quale si sottolineava che, tra le centraline di Roma, dove nel 2012 sono stati rilevati ben 366 episodi di sforamento dei limiti di legge, il record è andato a Corso Francia. Un primato di cui c’è poco da rallegrarsi, ma che non dovrebbe destare particolare sorprese: che Corso Francia presenti delle criticità non è certo una novità.

Trattandosi di un tratto stradale fondamentale per collegare al centro un vasto quadrante di Roma nord, Corso Francia si trova a far fronte ad una mole di traffico difficile da smaltire: oltre al traffico locale vi convergono anche i flussi in entrata e uscita provenienti dalla Cassia e dalla Flaminia. Traffico, inquinamento, rumore e difficoltà per l’attraversamento pedonale sono le logiche conseguenze che i residenti conoscono fin troppo bene.

E, proprio tra i residenti, qualcuno ha provato a pensare a delle soluzioni. Tra di essi gli architetti Alessandro De Cesari e Alessandro Franchetti Pardo, il cui progetto per la riqualificazione di Corso Francia – di cui VignaClaraBlog.it si è occupato nel 2010 – vinse il primo premio al concorso “10 idee e proposte per Roma”, promosso dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma.

Rispolverando un vecchio progetto

Brevemente, il progetto proponeva l’interramento del traffico di attraversamento veloce per un tratto di circa 1,2 km, con due ingressi a nord, via Cassia Nuova e via Flaminia Nuova, ed uno a sud, all’altezza del cavalcavia di via del Foro Italico (leggi qui).
Questo avrebbe permesso di separare il traffico di attraversamento veloce dal traffico locale e di riqualificare la superficie attraverso la creazione di un giardino lineare con percorsi ciclabili e pedonali, aree di sosta, aree gioco e punti ristoro.
Era inoltre prevista la realizzazione di un ponte pedonale e carrabile di riconnessione tra i due quartieri – Fleming e Vigna Clara – da sempre separati dalla sezione stradale.

Il record negativo segnato dalla centralina di rilevamento di Corso Francia nel 2012 è però un forte, drammatico segno che un intervento è necessario. Ma l’ostacolo principale alla realizzazione del progetto appare evidente: dove trovare i fondi?

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Già nel 2010, intervistato da VignaClaraBlog.it, l’arch. De Cesaris subordinava la possibile realizzazione del progetto all’assegnazione delle Olimpiadi 2020 alla città di Roma. “Si tratta – disse tra anni fa – di un progetto da Olimpiadi. Nel caso in cui Roma vincesse la candidatura il progetto, che finora è solo su carta, potrebbe vedere una sua realizzazione.”
Ma Roma non solo non ha vinto la candidatura, è stata ritirata dal Governo proprio per la mancanza di fondi.

Il parere di Legambiente

Un problema sollevato anche dal presidente di Legambiente Lazio Lorenzo Parlati alla nostra richiesta di darci un parere sul progetto.
“In realtà non mi appassionano mai molto queste soluzioni, molto costose e quindi di questi tempi anche difficili da finanziare – ha spiegato – Il nostro presidente del comitato scientifico, Andrea Benedetto, mi dice però che l’idea è buona, certo complicata da moltissimi punti di vista ma da approfondire e verificare.”

“In linea generale – ha dichiarato a VignaClaraBlog.it Andrea Benedetto, presidente del comitato scientifico di Legambiente Lazio e docente a ingegneria a Roma Tre – condivido la filosofia dell’intervento, che è quella di separare i flussi di transito da quelli locali, ridurre inquinamento ed incidentalità e migliorare di molto il livello della qualità urbana.
Commenti più specifici mi sono difficili, perché dovrei aver modo di approfondire molto di più la documentazione, ma la riqualificazione di Corso Francia mi pare di buon livello e il parcheggio potrebbe anche diventare una risorsa per un eventuale progetto di finanza. Il progetto dedica anche una buona attenzione alla pedonalità e alla ciclabilità”.

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“Va segnalato – ha concluso il prof. Benedetto – che una galleria di 1,2 chilometri in ambito urbano con flussi di traffico elevati costituisce un elemento di progetto piuttosto complesso, specialmente sotto il profilo della gestione della sicurezza stradale. Per cui massima attenzione andrà posta a questo tema.”

Imprescindibile la cura del ferro

Un giudizio sostanzialmente positivo, ma il problema dei fondi resta. Insieme ad un’altra problematica legata ad uno dei punti principali del progetto: quella della creazione di un parcheggio interrato su due livelli (circa 350 posti auto) nel triangolo compreso tra via Cassia Nuova, via Flaminia Nuova e via A. De Viti De Marco.

Questo perché tale collocazione venne pensata in funzione di un futuro ripristino della stazione ferroviaria di Vigna Clara, realizzata per i Mondiali del 1990 e da allora inutilizzata.

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Ma, nonostante un progetto annunciato nel 2011 per riaprirla come stazione intermedia di una nuova tratta ferroviaria che, passando per la zona di Camposampiero, avrebbe dovuto raggiungere quella Tor di Quinto e la FR1 (leggi qui), al momento anche su quel fronte tutto tace: il progetto è rimasto lettera morta e la stazione rimane abbandonata. Un’ennesima occasione sprecata per risolvere il problema della mobilità a Roma Nord.

E intanto già ci si chiede quante volte, in questi primi mesi del 2013, i livelli d’inquinamento a Corso Francia avranno già superato i limiti di legge.

Alessandra Pacelli

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