Parco di Veio, sul piano di assetto la parola ai cittadini

Dopo 16 anni che se ne discute la proposta del piano di assetto del Parco di Veio è approdata in Regione Lazio con la pubblicazione del 30 dicembre 2012. Con oltre 75 tra documenti e mappe la proposta del nuovo piano insiste su di un territorio che tra Roma Nord ed i comuni adiacenti copre oltre 15 mila ettari ed interessa oltre 250.000 abitanti.Ed ora la parola passa ai cittadini, alle istituzioni, alle associazioni ed ai Comuni che entro l’8 febbraio 2013 hanno tempo per inviare, secondo le procedure descritte su questa pagina del sito del Parco di Veio le proprie osservazioni. Osservazioni che saranno contro dedotte dal Parco stesso ed inviate poi in Regione ad integrare il Piano di assetto definitivo.I tempi in cui la Regione provvederà a redigere la stesura definitiva del Piano non saranno certo brevissimi, visto che a fine febbraio 2013 si andrà alle elezioni regionali e prima che Presidente, Giunta e Consiglio si insedino e le commissioni si formino, di acqua sotto i ponti ne dovrà scorrere.Massimo Pezzella, Commissario straordinario del Parco si dice soddisfatto del proprio lavoro. “Sono stato nominato Commissario Straordinario del Parco Regionale di Veio tre anni fa. Tra le mie priorità la realizzazione e conclusione della proposta del Piano di assetto del Parco ferma da oltre 16 anni. Domenica 30 dicembre con la pubblicazione della Proposta del Piano di assetto da parte dell’Assessorato all’Ambiente della Regione Lazio finalmente la fase di proposizione è conclusa. Ora i cittadini hanno la possibilità di presentare le proprie osservazioni”.Le zone di protezioneLa proposta del nuovo Piano di Assetto, come si evince dal Documento di Sintesi suddivide le varie aree del parco in 4 zone di protezione individuate in rapporto ai valori di naturalità riscontrati e agli utilizzi del territorio in essere o auspicabili per il futuro in un ottica di sviluppo sostenibile.La zona A di Riserva Integrale nella quale l’ambiente è conservato nella sua integrità.La zona B di riserva generale nella quale è vietato realizzare nuove opere edilizie, ampliare le costruzioni esistenti, eseguire opere di trasformazione del territorio. Possono essere consentite le utilizzazioni produttive, la realizzazione delle infrastrutture strettamente necessarie, gli interventi sulle risorse naturali e gli interventi di manutenzione ordinaria.La zona C di protezione, nella quale continuano secondo gli usi tradizionali o secondo metodi di agricoltura biologica e/o compatibile, le attività agro-silvo-pastorali, la raccolta di prodotti naturali, incoraggiando anche la produzione artigianale di qualità e l’attività agrituristica.Sono quindi ammessi gli interventi di manutenzione ordinaria, riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti, oltre agli “interventi di manutenzione straordinaria, le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso”.Infine sono ammessi gli “interventi di restauro e di risanamento conservativo, quelli rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio.Infine la zona di Protezione D cosiddetta di promozione economica e sociale, nella quale le iniziative previste dal programma pluriennale di cui all’art. 30 possono svilupparsi in armonia con le finalità di tutela dell’area, per migliorare la vita sociale e culturale delle collettività locali ed il godimento dell’area stessa da parte dei visitatori” sempre in rispetto delle aree ritenute sensibili del paesaggio rispetto alle indicazioni del PTPR (Piano Territoriale Paesaggistico Regionale) del PTPG della Provincia di Roma e dei PTP, alla carta della vegetazione della Provincia di Roma, alla carta delle emergenze faunistiche e floristiche del Piano di Assetto, alla carta dei beni archeologici, alla carta dell’uso del suolo, alle componenti agronomica geologica, forestale e di Rete Natura 2000 nonché alle evidenze che emergono dalle ortofoto (volo certificato del 2005).Fabrizio Giorgio Azzali© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma CondividiVolete denunciare un disservizio a Roma Nord. Inviate una segnalazione, anche tramite Iphone e IPad, dal sito SegnalaRomaNord.it.

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